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Il film su Scopello
e Castellammare del Golfo
Tra i quattro episodi
mandati in onda da Rai Uno nell' autunno del 2002 della
serie ispirata al poliziotto di Vigàta, il primo
episodio "Il senso del tatto", ha avuto come location privilegiate
Favignana e la tonnara di Scopello. Nel cast anche il castellammarese
Baldo Sabella attore e regista della "Rievocazione Storica".
IL Commissario Montalbano in TV
La trasposizione televisiva dei romanzi di Andrea Camilleri,
avviata nel 1998,ha avuto un successo clamoroso, tanto da
diventare un vero caso televisivo, uno dei migliori prodotti
della fiction europea degli ultimi anni, tale da mettere
d'accordo pubblico e critica e da meritare al pari dei libri
il riconoscimento internazionale.
I primi quattro romanzi che hanno per protagonista il commissario
Montalbano (Il ladro di merendine, La voce del violino,
La forma dell'acqua, Il cane di terracotta) erano stati
messi in onda in TV nel 1999 e nel 2000.
Nella primavera 2001 erano andati in onda La gita a Tindari
e Tocco d'artista (un episodio di Un mese con Montalbano).
Il Commissario è tornato infine in prima serata da
lunedì 28 ottobre 2002, su Raiuno, con quattro nuovi
episodi: Il senso del tatto, Gli arancini di Montalbano,
L'odore della notte, Gatto e cardellino.
Punti di forza della fiction TV, sono:
la regia di Alberto Sironi;
il lavoro di sceneggiatura di Francesco Bruni, Salvatore
De Mola e dello stesso Camilleri;
la bellezza naturale delle locations: luoghi come la Tonnara
di Scopello, Favignana, la Tonnara di Capo Passero, il Castello
di Donnafugata, il Castello di Porto Palo, Modica, Scicli,
Ispica, Pachino, Noto, una Sicilia senza tempo, senza precisi
riferimenti geografici;
la felice scelta dell'attore protagonista: Luca Zingaretti;
L'altretanto felice scelta degli interpreti dei personaggi
comprimari. Fra i molti attori si possono ricordare: Katharina
Bohm (Livia), Cesare Bocci (Mimì Augello), Peppino
Mazzotta (Fazio), Davide Loverde (Galluzzo), Marco Cavallaro
(Tortorella), Angelo Russo (Catarella), Marcello Perracchio
(Dr. Pasquano), Giovanni Guardiano (Jacomuzzi), Roberto
Nobile (Nicolò Zito).
I dati dell'audience hanno confermato lo straordinario successo
della serie.
Alle origini della mafia 1974
Film TV in cinque puntate con la regia di Enzo Muzii, e
sceneggiatura di Brando Giordani (insieme con lo stesso
Muzii) in onda sulla rete 1 nel novembre - dicembre 1976,
con noti attori italiani e stranieri (Tony Musante, Massimo
Girotti, Valeria Moriconi, Joseph Cotten, Ivo Garrani) e
avente come filo conduttore la nascita e lo sviluppo dell'organizzazione
mafiosa in Sicilia, dal sedicesimo secolo a dopo l'unità
d'Italia. La mafia è presentata dalle presunte origini
(XVI secolo) al 1875. Si tratta di una coproduzione italo
britannica. Il primo e il terzo episodio hanno avuto per
location il mulino di Scopello e il castello d'Inici.
Malacarne (Oltraggio
all'amore) 1946
Il film in bianco-nero è conosciuto, nei paesi di
lingua inglese, come "For the love of Mariastella" ed è
disponibile in videocassetta presso diversi distributori.
Diretto dai palermitani Giuseppe Zucca e Pino Mercanti (Palermo
1911 - Roma 1986), specialista di film di genere popolare
il quale aveva esordito con "All'alba della gloria" (1943)
sullo sbarco dei Mille in Sicilia, il film ha la durata
di 94 minuti.
Soggetto : Ovidio Imara
Sceneggiatura: Giuseppe Zucca
Fotografia: Giuseppe La Torre
Musica: Pietro Ferro
Scenografia: Giuseppe Piccolo
Montaggio: Mario Serandrei
Direttore di produzione: Angelo Sapio
Produzione: O. F. S.
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La Grotta di Santa
Margherita
Molte sono nel
territorio di Castellammare del Golfo le grotte, gli anfratti,
gli abissi. La natura particolare delle formazioni rocciose
ha generato nel corso dei millenni singolari cavità
naturali, tra i quali sono da ricordare, per le loro singolarità
di natura costitutiva oltrechè geometriche, nel senso
dello sviluppo verticale ed orizzontale, "l'Abisso dei Cocci"
e la "Grotta dell'Eremita" (o del Cavallo) nel massiccio
dell'inici. Tali grotte vanno collocate per dimensioni tra
le maggiori di tutta la Sicilia, costituite da una serie
di gallerie orizzontali disposte su più livelli,
collegate tra loro da una serie di pozzi e scivoli. Altre
cavità sono oggetto di osservazione e di studio per
l' importanza che rivestono nella ricostruzione delle prime
presenze umane nella zona e del passagio dal sistema venatorio
di sussistenza alla scoperta dell'agricoltura, tra queste
la "Grotta dell'Uzzo", e la "Grotta dell'Eremita" nella
quale sono state rinvenute reperti ceramici attribuibili
tra il neolitico e l'eneolitico iniziale, e "l'Abisso dei
Cocci", così chiamato per la notevole presenza di
reperti archeologici ritrovati sul pavimento di alcune sue
gallerie risalenti ai secoli XI-XV . Più di recente
agli onori della cronaca è assurta (servizio su "Sette"
settimanale del Corriere della Sera del 13 aprile 2000)
la cosidetta "Grotta di Santa Margherita", seppure la sua
esistenza e le sue particolarità erano da tempo note
agli studiosi ed ai pescatori della cittadina marinara,
quantomeno per la vicinanza con il luogo di posa dell'antica
tonnara di Castellammare.
L'ingresso è rivolto
ad Est, ed è ubicata nel tratto di costa compreso
tra il porto e la suggestiva "Porta" . Non molto profonda
è' inaccessibile da terra pur se non è da
escludere che in anni non lontani lo sia stata, è
oggi raggiungibile, e con difficoltà, esclusivamente
dal mare. Alle pareti immagini sacre affrescate si sovrappongono
ad una chiara rappresentazione di uno squalo. I soggetti
dipinti sono diversi, ma tre sono le immagini principali
e sono riconoscibili fasi e stili differenti riferibili
al 1300-1400. Le figure meglio caratterizzate, realizzate
su un sottofondo di intonaco bianco, sono proprio lo squalo,
la sovrapposta Madonna con bambino, e l'immagine di Santa
Margherita.Tali immagini non hanno affatto la caratteristica
dell'arte popolare, in particolar modo la Madonna con bambino,
ma fanno ritenere l'autore, o gli autori dei veri artisti
alquanto abili. Diverse le ipotesi avanzate su questo singolare
complesso pittorico. Si va da un qualche legame con la vicina
antica tonnara, e quindi ad una funzione apotropaica di
difesa dai pescecani, dei pescatori impegnati nella pesca
del tonno, a forme di ringraziamento per lo scampato pericolo,
a seguito di un qualche naufragio, di naviganti di origine
ligure o quantomeno devoti di Santa Margherita, stante nei
secoli passati un fiorente commercio, in particolar modo
di grano, dalla cittadina del golfo con quelle località.
Atti di vandalismo hanno purtroppo deturpato parte dei dipinti,
seppure in maniera limitata e recuperabile. E' da auspicare
che da parte di tutte le autorità competenti (Comune,
Soprintendenza e Regione in primo luogo) si pongano in essere
al più presto misure idonee alla salvaguardia ed
alla protezione, al fine di evitare di dovere annoverare
tra qualche anno, come già avvenuto per altri importanti
testimonianze del passato, anche gli affreschi della grotta
di Santa Margherita tra i tesori scomparsi.
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