Il mare di Scopello, di fianco alla Riserva Naturale dello Zingaro e vicino San Vito lo Capo

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Palermo 55 Km Trapani 40 Km
Erice 33 Km Segesta 15 Km
Riserva naturale dello Zingaro 800 m Aeroporto Falcone Borselino (PA) 33Km
San Vito Lo Capo 45Km Acque Solfuree 10 Km
Isole Egadi 48 Km Castellammare del Golfo 5 km
Alcamo 18 Km Alcamo Marina 13Km

Una tappa obbligata è il centro abitato di Scopello, adagiato su una collina da cui si può ammirare il panorama mozzafiato del golfo di Castellammare. Nel periodo estivo (ma non solo!) il paese è stracolmo di turisti e gente del luogo, attirati dalla festosa atmosfera che regna nelle serate estive. Il paesino in inveno si trasforma in un paradiso di pace e tranquillità in cui non manca mai nulla: vi sono diversi bar e locali tipici, un ufficio postale, una guardia medica, una banca con relativo bancomat. Non mancano naturalmente i negozi di souvenir.

La tonnara è facilmente raggiungibile in macchina o a piedi. Ancora attiva fino a qualche anno fa quando in questa zona era praticata la pesca dei tonni, oggi la Tonnara è una specie di "museo del mare" in uno scenario naturale di rara bellezza, nonchè un piccolo centro abitato anche in inverno. Per i turisti è più consigliato il periodo di bassa stagione per poterla ammirare con calma e tranquillità. Costituisce una tappa obbligata.

La Riserva Naturale dello Zingaro è conosciuta in tutta Europa per la bellezza delle coste che essa comprende: 8 Km di paradiso da Scopello a Capo S. Vito attraversato da un viottolo percorribile esclusivamente a piedi o a cavallo e scavato nella montagna da cui si domina tutta la costa sottostante. Il sentiero è intervallato da alcuni antichi casolari adesso ristrutturati e trasformati in affascinanti musei contadini e naturalistici. Da non perdere.

Nei pressi di Trapani, sulla sommità del monte San Giuliano, sorge Erice. Difficilmente una persona che è stata ad Erice può trasmettere fedelmente, per via scritta, la sensazione che si prova camminando nelle caratteristiche vie di questo centro abitato fondato dalla misteriosa ed antichissima civiltà degli Elimi, adesso di aspetto medievale. Le case in pietra con i fioriti cortiletti interni, talmente belli che gli abitanti del luogo lasciano spesso gentilmente accessibili ai turisti, lo stupefacente castello di Venere, le oltre 60 chiese fanno di Erice una tappa obbligata per ogni turista che si trovi in zona. Erice è sede del centro internazionale di ricerche scientifiche Ettore Majorana. Se ne consiglia la visita nei mesi primaverili o estivi per evitare la fittissima nebbia che avvolge sovente il centro abitato e che, per quanto affascinante, potrebbe impedire la vista dello strepitoso panorama.

A pochi chilometri da Scopello si può ammirare il tempio di Segesta, capolavoro dorico-siculo del V sec. A.C. ancora perfettamente conservato ed unico in tutto il mondo per una particolarità: è stato costruito senza alcun tipo di copertura... .Un mistero ancora irrisolto. A poche centinaia di metri dal tempio, nello stesso, unico scenario, di può scorgere il teatro greco, altro capolavoro artistico ed architettonico molto ben conservato dove ancor oggi, a partire da aprile-maggio si possono ammirare diverse rappresentazioni classiche e moderne. Da non perdere.

Castellammare
Castellamare del Golfo, subito prima di ScopelloCastellammare sorge ai piedi del Monte Inici, al centro dell'ampio golfo che da Capo Rama si estende fino alla punta di San Vito, e che prende il nome proprio dalla bella cittadina marinara. Il nome deriva da "Castrum ad mare", un'antico fortilizio saraceno costruito su un torrione preesistente, poi ampliato, nel '500, a difesa delle frequenti incursioni dei pirati. Sede dell'approdo commerciale di Segesta - era "l'emporium segestanorum" dei Romani, - Castellammare vede il suo primo sostanziale ampliamento con gli Arabi. Durante il periodo musulmano, infatti, ribattezzato col nome di "Al Madarig" (cioè "le scale"), l'abitato viene fortificato e protetto, fino a diviene uno dei capisaldi del sistema difensivo della Sicilia occidentale. Con la conquista normanna e, successivamente, con gli Svevi, gli Angioini e gli Aragonesi, Castellammare torna ad assumere l'antica funzione di nodo strategico-commerciale per l'esportazione del grano verso tutto il regno, ruolo che si consolida tra il '400 e il '500 con l'insediamento della tonnara e del caricatore. Il 1560 segna un'altra importante svolta nella storia della città: Pietro de Luna, allora possessore di Castellammare e delle sue terre, fonda, addossato al castello, il primo borgo feudale (il nucleo originario dell'attuale paese). Successivamente l'abitato viene protetto da una solida cinta di mura e circondato da un fossato. Più tardi, tra il settecento e l'ottocento, la grande espansione demografica porta la città ad ampliarsi fino alle pendici del monte Inici.

Alcamo
Alcamo, all'interno, vicino ScopelloRicca di monumenti e di opere d'arte, Alcamo sorge di fronte al golfo di Castellammare, in mezzo ai colli tappezzati di vigneti che dai piedi del Monte Bonifato si estendono fino al mare. Patria di Cielo D'Alcamo (autore del Contrasto d'Amore, prima opera letteraria scritta in italiano volgare), Alcamo nasce durante il dominio arabo come Manzil Al Qamah, un casale-stazione lungo la strada commerciale che univa Palermo a Mazara del Vallo, protetto dalle due fortezze di Bonifato e di Calatubo descritte, nel secolo XII, dal geografo arabo Al Idris e dal pellegrino andaluso Ibn Gubayr. Nel XIV secolo, sotto la dominazione dei Ventimiglia, con la costruzione del castello "dei Conti di Modica", dopo il definitivo abbandono dell'abitato sul Bonifato, si sviluppa, protetto da una cinta di mura, il primo consistente nucleo abitativo. Dal quattrocento al settecento si inseriscono ai limiti della città gli ordini religiosi intorno ai quali si formano, fuori delle mura trecentesche, i nuovi quartieri. Alla fine del '600, con l'edificazione dell'imponente chiesa del Gesù, il Piano Maggiore (l'attuale piazza Ciullo), cerniera tra il nucleo originario e la "città nuova", diventa il fulcro del barocco alcamese ed assume, già da allora, la funzione di centro della città. Dopo l'unità d'Italia, con la trasformazione degli edifici appartenuti agli ordini religiosi in scuole, ospedali e caserme, e con l'abbattimento delle mura, inizia l'espansione edilizia fino alle pendici del M. Bonifato e, contemporaneamente, il progressivo declino della parte antica della città. Negli ultimi anni, con il consolidamento ed il restauro dei principali monumenti, attuati con la riscoperta del patrimonio architettonico, il centro storico è tornato ad assumere la funzione di vero e proprio salotto cittadino.

Alcamo Marina
Alcamo Marina, vicino ScopelloAlcamo Marina, località balneare, dista circa 6 km dal paese di Alcamo, circa 5km da Castellammare del Golfo e 10km dal paese di Scopello. Ad Alcamo Marina troverete una bellissima spiaggia dorata di circa 3 Km che durante il periodo estivo si popola di turisti provenienti da ogni parte d'Italia, oltre che da abitanti di Alcamo e Palermo.


Erice
Centro agricolo-commerciale e di soggiorno su un'altura isolata. Sorta sul luogo dell'antica Erice, centro religioso degli Elimi famosa per il suo tempio a Venere Ericina, fu contesa da Siracusani e Cartaginesi fino alla conquista da parte dei Romani nel 244 a.C. Chiamata Gebel Hamed durante l'invasione araba, riacquistò parte della perduta importanza nel XII sec. e seguì poi le sorti politiche dell'isola. Rimangono ancora molte testimonianze medioevali e parte delle antichissime mura.
Erice, in provincia di trapani e vicino Scopello Fra i monumenti, notevoli sono la Chiesa Matrice (XIV sec.), dedicata all'assunta con interno rifatto nel secolo scorso, il castello medioevale(XII-XIII sec.)con i resti del tempio e il Palazzo Municipale, sede di una biblioteca e del Museo Cordici, con reperti archeologici della necropoli ericina, tra cui una testa di Afrodite del IV sec. a.C. Interessante è la "Processione dei Personaggi" che si svolge quasi ogni anno per la festa di Maria Santissima di Custonaci (agosto).

Segesta
Per tutti i tre millenni della sua esistenza, Segesta si inserisce con un ruolo di grande rilevanza nella storia della Sicilia antica. Segesta (o Egesta) era la città più importante degli Elimi, un popolo sconosciuto la cui area geopolitica si estendeva in tutta l'area nord-occidentale della Sicilia. Oltre a Segesta, gli Elimi avevano fondato anche Erice (la città sacra), Entella ed altri centri minori. Su questo popolo si conosce ben poco. Di certo non appartenne in origine a nessuna delle tre maggiori civiltà antiche dell'Isola: quella sicana, quella fenicia e quella greca. Sembra che fosse una popolazione risultata dalla fusione di indigeni Sicani e di immigrati provenienti dalla Focea o dall'Anatolia (regioni dell'Asia Minore) ai quali, in periodi successivi, si aggiunsero altri gruppi provenienti dalla Grecia.Tempio di Segesta, vicino Scopello Secondo alcuni storici antichi furono dei profughi troiani ad approdare alla coste trapanesi durante la lunga ricerca di una nuova patria. Quì, avendo trovato il posto ideale dove fare rifiorire la loro civiltà, si insediarono fondendosi alle popolazioni locali. Segesta assimilò presto la cultura greca. I ritrovamenti di vasellame con decorazioni tipicamente greche, i resti di sicura influenza dorica rinvenuti all'interno del santuario di Mango, le iscrizioni in lingua elima ma con caratteri greci sulle terrecotte e sulle monete segestane sono prova della profonda ellenizzazione della città. Tuttavia Segesta fu la grande nemica di Selinunte, forse la più grande ed importante città greca della Sicilia, che tentava di conquistarsi uno sbocco sul Tirreno nell'area del golfo di Castellammare.
La guerra tra le due città iniziò intorno al 580 a.C. con ripetuti sconfinamenti dei Selinuntini in territorio nemico. Con il susseguirsi degli eventi la guerra coinvolse tutta la Sicilia: quando, nel 416 a.C., Selinunte si alleò con Siracusa, i Segestani chiesero aiuto ad Atene che, sperando di estendere il suo dominio sul Mediterraneo, intervenne nel conflitto con l'invio della flotta e dell'esercito. Siracusa, assediata resistette per due anni dall'esercito ateniese e, grazie all'intervento di Sparta che venne in suo aiuto, nel 413 a.C. uscì vittoriosa. Successivamente Segesta cercò l'aiuto di Cartagine che intervenne temendo che l'espansione di Selinunte avrebbe potuto deteriorare gli equilibri politico-militari in questa parte della Sicilia. Nel 409 a.C. i Cartaginesi, assieme all'esercito di Segesta, distrussero Selinunte, poi Gela, Imera e Camarina e, infine, nel 406, anche Agrigento. Ma la vittoria cartaginese segnò l'inizio del declino di Segesta che, ridotta ormai ad avamposto punico, perse, di fatto, la sua indipendenza politica. I secoli successivi sono segnati da fatti che testimoniano il progressivo declino politico e militare di Segesta. Nel 397 a.C. durante la spedizione di conquista della Sicilia occidentale, la città fu assediata da Dionisio di Siracusa. Nel 339, dopo la famosa battaglia del Crimiso (l'attuale Fiume Freddo) che vide vittoriosi i Siracusani guidati da Timoleonte contro Asdrubale ed Amilcare alla testa dei Cartaginesi, Segesta si alleò con Agatocle di Siracusa.

San Vito Lo Capo
La bellissima rada di San Vito Lo Capo, dall'altro lato dello Zingaro, vicino ScopelloS. Vito, paesino originariamente ad economia agricola e marinara, è oggi conosciuto come una delle più importanti località balneari della Sicilia per la bellezza della sua costa e la limpidezza del suo mare. Nasce alla fine del settecento nel territorio del demanio di Erice, alle falde del M. Monaco, nella baia di sabbia bianchissima posta tra le due punte di Capo S. Vito e Punta Solanto, attorno all'antico santuario di S. Vito. Vi si giunge percorrendo le strade di contrada Timpone e di Piana di Sopra, da cui si affaccia, a picco sulla baia di Macari, una torre cinquecentesca, e dove spicca, isolata, la cappella di S. Crescenza, antico luogo di culto risalente al XII secolo. Il Santuario, fortificato e dotato di alloggi per i pellegrini nel 1545, era sorto nel 1200 assieme all'antica tonnara quasi come avamposto costiero della città di Monte S. Giuliano (l'odierna Erice).
Lungo la ripida parete di Piana di Sopra e sul versante orientale del M. Monaco, si trovano alcune grotte nelle quali sono state ritrovate importanti testimonianze di insediamenti umani preistorici. Particolarmente interessante sono la Grotta del Racchio, per le incisioni raffiguranti cervi e per le altre incisioni lineari, e la grotta di cala Mancina, per l'incisione di una figura antropomorfa. Sulla strada che dal paese si snoda a picco sul mare sul fianco del M. Monaco tra scorci di paesaggio di grande suggestione e bellezza, superata la punta Tannure si giunge alla torre dell'Impiso, del XVI secolo, al limite della riserva naturale dello Zingaro, che sembra posta a guardia della stessa riserva.

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